Cuneo – Oltre il limite delle valutazioni tradizionali: un approccio trasformativo
Perché misurare non basta: dal giudizio alla valorizzazione
Negli ultimi anni la valutazione di impatto ha assunto un ruolo centrale nei programmi di intervento sociale. Questi strumenti rispondono a esigenze di accountability e comparabilità.
Tuttavia trascurano dimensioni meno tangibili ma cruciali nei processi di trasformazione sociale e culturale. Non riescono a catturare il valore dei beni condivisi: beni che richiedono il contributo attivo di molti soggetti, generano valore attraverso le relazioni e non sono né privati né puramente pubblici.
Senso di comunità, responsabilità collettiva, empowerment delle organizzazioni o dei gruppi sociali, fiducia, appartenenza, solidarietà, senso civico: sono tutti beni condivisi. L’approccio alla valutazione basato sui valori può renderli visibili, negoziabili, monitorabili.
L’Economia della Cultura ha ispirato questo approccio, che supera l’idea della valutazione come giudizio. Al suo posto propone una valutazione come valorizzazione: un processo che genera valore nel momento stesso in cui lo monitora.
Il Value-Based Approach non parte da metriche predefinite, né da una visione stabilita a priori dall’esterno. Sono i protagonisti stessi del progetto ad articolare i valori rilevanti, in un processo partecipato e ricorsivo che si sviluppa in quattro fasi:
- Esplicitazione dei valori: i valori vengono identificati attraverso processi partecipativi che coinvolgono operatori, beneficiari e stakeholder. Tra i valori ricorrenti nei casi analizzati: partecipazione, autonomia, corresponsabilità, fiducia, mutualismo
- Costruzione degli indicatori: gli indicatori assumono una forma prevalentemente qualitativa e narrativa: storie di cambiamento, descrittori di processo, autovalutazioni, osservazioni partecipanti .
- Monitoraggio delle strategie di realizzazione
- Valutazione del rafforzamento/cambiamento dei valori
Dalla teoria alla pratica: le esperienze sul territorio
Attraverso l’analisi di diverse esperienze di valutazione di impatto progettate e condotte da Anna Zumbo in diversi contesti territoriali (a Modena, Cuneo e …..), si evidenzia come la valutazione possa configurarsi non solo come strumento di misurazione, ma come pratica generativa di apprendimento collettivo e di sviluppo della durabilità degli esiti generati dagli interventi grazie all’attenzione intenzionalmente posta sulla coerenza tra principi ed azione.
Un dispositivo riflessivo e partecipativo, capace di potenziare l’impatto stesso degli interventi in cui lo si applica.
Lo vediamo negli articoli che seguono.
