Varese – Verso quale modello di welfare?.
Nel 2011 Simone Deflorian condivide su Varesenews alcune riflessioni sul periodo di transizione del modello di welfare in Italia.
Parole semplici le sue, ma che ponevano alcune questioni sul tavolo del dibattito e aprivano la riflessione ad altri contributi. Da quel 2011 molto tempo รจ passato, ma ci pare quell’analisi ancora attuale e ancora capace di suscitare pensieri.
La riportiamo qui di seguito cosรฌ che possa essere di stimolo.
Gentile Direttore,
le scrivo per raccontare come cambia il lavoro anche per i professionisti. Non le scrivo per lamentarmi, dโaltronde non ne avrei motivo, quanto piuttosto per condividere unโanalisi che magari potrebbe essere utile anche ad altri professionisti.
Siamo in una fase di transizione da un modello di welfare state universalistico ad un modello di welfare state residuale, che punta ad uno stato minimo che si occupa delle emergenze e dei bisogni piรน urgenti dei cittadini. La questione interessante, dal punto di vista di chi compie unโanalisi di tipo socio-antropologico, รจ che siamo in mezzo al guado, siamo cioรจ in quella situazione in cui โnon siamo piรนโ, ma โnon siamo ancoraโ.
Per molti anni ho studiato e ho condotto ricerche socio-antropologiche in loco relativamente alla transizione dal modello socialista al modello di libero mercato occidentale che รจ avvenuto a seguito della caduta del muro di Berlino nei paesi dellโEst Europa.
La transizione tra quei due modelli di organizzazione dello stato cosรฌ profondamente diversi, anche da un punto di vista di concezioni e di valori di riferimento, oltre che economico politiche ha portato molte difficoltร .
La transizione รจ avvenuta molto velocemente e non รจ stata accompagnata da una transizione di crescita culturale; cosรฌ i cittadini spesso non hanno avuto modo di essere pronti al cambiamento che li attendeva.
Questo ha comportato un arretramento dellโintervento dello stato, a cui non ha corrisposto una maggiore intraprendenza imprenditoriale dei cittadini. Molti cittadini si sono persi. Sono aumentate moltissimo le situazioni di persone che hanno perso tutto, compresa la casa. In molti casi, il vuoto di potere e di Stato รจ stato occupato da persone e attivitร senza troppi scrupoli, anche a stretto contatto con la criminalitร che contemporaneamente si รจ strutturata e organizzata per andare a gestire gli spazi di mercato rimasti liberi.
In altri casi, il socialismo di Stato รจ stato sostituito da una sorta di mercato sociale e comunitario, in cui nei piccoli villaggi ogni persona e nucleo familiare ha incominciato ad essere risorsa per lโaltra, non tanto in termini assistenziali e di supporto, quanto piuttosto in termini di micro-mercato, di micro-economia, spesso in situazioni di legalitร border-line.
Faccio qualche esempio, per rendere comprensibile il fenomeno che si รจ verificato. Nei villaggi al confine con la Russia, ci sono persone riconosciute dalla comunitร locale che oltrepassano legalmente il confine russo, con tanto di visto, acquistano beni che oltre confine costano meno (come nel caso della benzina) e tornano al proprio villaggio, rivendendo alla comunitร locale la merce ad un prezzo significativamente piรน conveniente del prezzo di mercato e tenendo una parte come provvigione. Un altro caso รจ quello della piccola produzione agricola. Ogni famiglia ha una piccola produzione di verdura e frutta che utilizza per sรฉ e in parte vende al vicinato, che ricambia con altra merce o altri servizi.
Ad Aluksne, piccolo paese in Lettonia al confine con la Russia e lโEstonia, a circa 200km dalla capitale Riga, nel corso degli studi e delle ricerche che ho svolto lรฌ, ho avuto modo di conoscere una persona che una volta alla settimana va a Riga. Questi va in auto e, nei giorni precedenti, fa sapere a tutto il paese che andrร a Riga, cosรฌ se qualcuno ha necessitร puรฒ utilizzare questo viaggio, come se fosse quasi un servizio pubblico pagando in maniera โinformaleโ (in Italia diremmo in nero, ma quante volte i giovani che vanno a divertirsi il sabato sera dividono i costi della benzina?) un contributo equivalente al biglietto del bus che รจ piรน scomodo, piรน lento e magari in orari non utili.
In questa maniera, la persona che prende la macchina si ripaga interamente il viaggio e, se lโauto รจ al completo riesce anche a ritagliare una parte per sรฉ.
ร fare impresa? Certamente no. Senzโaltro รจ un tipo di micro-economia che a seconda delle scuole di pensiero possiamo ipotizzare primitiva o molto avanzata.
Anche noi in Italia siamo in una fase di transizione.
Senzโaltro le generazioni a seguire saranno piรน attrezzate di strumenti culturali, sociali e di approccio alla vita rispetto alle generazioni che oggi si trovano โin mezzo al guadoโ, le generazioni dei 30enni, 40enni e 50enni. Questa premessa mi รจ utile per raccontare i cambiamenti che nel mio ambito professionale ho cercato di governare.
Da oltre 15 anni mi occupo di Sviluppo di Comunitร , sia come project manager, che come formatore, consulente e valutatore degli interventi. Sono stato consulente di diversi pubblici amministratori del nord Italia, nella progettazione e pianificazione delle politiche che in diverso modo declinano lo sviluppo locale. Lo Sviluppo di Comunitร รจ una scienza relativamente recente che trova applicazione allโinterno delle comunitร locali per promuoverne una crescita da un punto di vista psico-sociale, antropologico e culturale.
Molte delle applicazioni piรน significative di questo approccio sono state realizzate soprattutto negli Stati Uniti e in Italia le esperienze con maggiori risultati sono state realizzate nel Nord Est.
Lo Sviluppo di Comunitร รจ un insieme di metodologie e strumenti che danno vita ad interventi che hanno la finalitร di far crescere e sviluppare una comunitร locale (composta dalle persone che condividono lโabitare in uno stesso quartiere, territorio, paese) dal punto di vista dellโappartenenza e della partecipazione responsabile dei cittadini alla risoluzione diretta dei problemi che vivono allโinterno del proprio contesto di vita.
In particolare, allโinterno del piรน ampio Sviluppo di Comunitร , io mi occupo specificatamente dellโattivazione, dellโalimentazione, della manutenzione e della valutazione della partecipazione.
Negli anni, ho avuto modo di mettere a disposizione le mie competenze come consulente di pubblici amministratori per la definizione delle politiche di sviluppo locale, ma allโinterno dei Contratti di Quartiere per la riqualificazione partecipata delle cittร , piuttosto che nelle politiche per la sicurezza, lโinclusione sociale o lo sviluppo e il benessere organizzativo.
Da alcuni anni, si รจ verificato un qualificarsi e ad un selezionarsi delle richieste da parte del settore pubblico, cioรจ sono diminuite le richieste, soprattutto generiche ed โesplorativeโ da parte dei soggetti pubblici e si sono meglio definite.
In altre parole, hanno iniziato a cercarmi solo piรน enti e istituzioni realmente interessati ad avvalersi della mia consulenza e con la disponibilitร economica pronta a sostenere gli interventi e le politiche volte allo sviluppo locale, micro-socale, psico-sociale e di comunitร atteso dallโamministrazione, mentre sono drasticamente calate quelle richieste โesplorativeโ utili a comprendere che tipo di lavoro si potrebbe fare e a quali costi.
Questo fenomeno รจ senzโaltro un bene, perchรฉ consente di non sprecare tempo prezioso dietro a lavori che poi non portano a nulla e consente anche agli enti di risparmiare su ipotesi di progetti che poi non hanno il supporto economico per poter essere realizzati ed ottenere dei risultati concreti.
Dโaltro canto i privati, le aziende e le organizzazioni hanno iniziato a cercarmi per svilupparsi e crescere dal punto di vista dei funzionamenti organizzativi, della responsabilizzazione e motivazione del personale e per tutte quelle attivitร che afferiscono alla manutenzione, riparazione e sviluppo dellโorganizzazione, non solo in termini di benessere organizzativo.
Questo mi ha portato a commutare e declinare le competenze che ho, al fine di utilizzarle allโinterno di contesti organizzativi.
Oggi accanto alle richieste selettive del pubblico, molto del mio lavoro รจ proprio quello di โmeccanico delle organizzazioniโ.
Spesso vengo chiamato quando ci sono organizzazioni che si trovano di fronte ad un momento di ristrutturazione o di transizione organizzativa, che necessita un sistema impresa-azienda piรน compatto e pronto nel suo insieme ad affrontare le sfide di una competitivitร che richiede sempre piรน di essere squadra ai lavoratori che fanno parte di unโimpresa e di affrontare con responsabilitร diffusa un lavoro che richiede sempre piรน di essere realizzato con una logica per obiettivi piรน che per compiti.
Oggi, forse, le categorie classiche di una analisi marxista della societร , capitale e proletariato, si trovano sulla stessa barca e se โaffondaโ una delle due componenti, inevitabilmente anche lโaltra va giรน.
Spero che questa mia lettura e questa mia testimonianza possa essere utile anche per altri professionisti o lavoratori, nello sprone a comprendere come rideclinare e rimodulare le proprie competenze finalizzandole al soddisfacimento di nuovi bisogni o nuove richieste.
Simone Deflorian