Programma "Alfabetizzare non è inseganre a ripetere parole, ma a dire la propria parola"
Il contributo della pedagogia critica-dialogica e dell’approccio di Paulo Freire nei processi di accoglienza e alfabetizzazione delle persone con background migratorio e ridefinizione dei modelli di inclusione e welfare nei territori
Il Programma “Alfabetizzare non è insegnare a ripetere parole, ma a dire la propria parola” nasce – quasi 10 anni fa – come lavoro di ricerca-formazione che emerge dall’incontro tra il vissuto di insoddisfazione e inadeguatezza degli operatori dell’accoglienza e degli insegnanti di italiano L2 e una proposta di riflessione circa nuovi significati e nuove prospettive del lavoro educativo svolto da queste professionalità.
In particolare, gli operatori impegnati nei centri d’accoglienza dedicati a richiedenti asilo e rifugiati attivati dalle Prefetture e dai Comuni e nei progetti per il sostegno e l’inclusione dei migranti sul territorio gestiti da privati, così come gli insegnanti dell’italiano L2, sempre più spesso si riconoscono incapaci di una relazione educativa e di una didattica efficace nei confronti del nuovo volto che la migrazione presenta.
Emerge pertanto la necessità di un cambiamento che metta al centro il valore che questo lavoro educativo e di cura può rivestire nel supporto alla costruzione di nuove traiettorie di vita dei migranti accolti, nella narrazione dei meccanismi dell’accoglienza, nelle policy locali dell’inclusione e nei territori/mondo.
Quel generico sentimento di insoddisfazione, di impotenza e di frustrazione spesso si trasforma, sui territori, nella ricerca di un approccio più efficace non solo rispetto all’obiettivo pragmatico di un consono adattamento dell’ospite e dello studente al nuovo contesto di vita, ma anche rispetto a domande più profonde sul senso stesso dell’accoglienza e dell’integrazione e sulle potenzialità del periodo di accoglienza forzata nelle strutture, quali trampolino di inedite opportunità di educazione alla cittadinanza, intesa come esercizio del proprio potere di incidere nella realtà.
L’educazione come pratica della libertà
Il quadro teorico di riferimento consiste nell’approccio antropologico, filosofico e metodologico del pedagogista brasiliano Paulo Freire (1921-1997) che offre ai partecipanti nuove categorie per rileggere la propria esperienza di lavoro culturale, sociale ed educativa e uno sguardo capace di identificare inedite opportunità di empowerment per se stessi, per le rispettive organizzazioni a cui appartengono, per i migranti con cui lavorano e per le comunità locali nelle quali operano a favore dell’auto-riconoscimento, dell’esercizio della responsabilità e dell’incrementata consapevolezza e potere di incidere nella realtà.
Percorsi di Formazione, Consulenza e Ricerca
Il Programma “Alfabetizzare non è insegnare a ripetere parole, ma a dire la propria parola” nasce e si alimenta, quindi, sul campo, per mezzo di una successione instancabile di incontri di formazione, di percorsi di supervisione e di progetti di accompagnamento con diverse decine di enti e servizi dedicati all’accoglienza dei migranti su tutto il territorio nazionale, con almeno un migliaio di operatori coinvolti che si sono mossi per formarsi, incontrarsi, confrontarsi e condividere esperienze e approcci.
Si struttura in diversi percorsi di formazione e/o consulenza, costruiti a misura dei contesti e dei committenti interessati. I percorsi sono rivolti ad insegnanti ed alfabetizzatori, ai diversi professionisti impegnati nelle équipe multidisciplinari dell’accoglienza e a tutti gli attori coinvolti sui territori nella gestione dei processi di inclusione.
Coesione, innovazione e società plurali
"Alfabetizzare non è insegnare a ripetere parola, ma a dire la propria parola"
"La testa pensa
dove stanno i piedi"
“La parola fa eguali”
“Pronunciare la propria parola autentica significa cambiare il mondo”
“Read the Word and Read the World”
Obiettivi
Tutti i percorsi permettono ai partecipanti di:
– lavorare sulla consapevolezza di sé e del proprio ruolo professionale, rileggendo le dinamiche assistenziali, della cura e della presa in carico dei migranti e strutturando la capacità di un intervento sociale ed educativo capace di riconoscere, attivare e valorizzare le potenzialità delle comunità locali e del migrante riscoprendo una dimensione paritaria ed adulta della relazione e concorrere al cambiamento in una logica olistica e di sistema e non frammentata e parziale;
– acquisire consapevolezza di come l’ approccio pedagogico critico-dialogico-problematizzante e non direttivo può qualificare come “educativa” ogni relazione consapevolmente giocata tra gli operatori coinvolti nel sistema dell’accoglienza ed i migranti/ospiti/studenti e possa orientarla alla costruzione di una comune visione di società coesa e plurale al cui pieno sviluppo e al cui benessere anche il migrante può concorrere al fianco degli altri cittadini;
– scoprire e sperimentare l’approccio all’alfabetizzazione del pedagogista brasiliano Paulo Freire alla ricerca di spunti e suggerimenti che orientano ed arricchiscono le pratiche della didattica con studenti italiani e con background migratorio e strutturano competenze metodologiche a costruire e gestire percorsi di formazione empowering con gruppi di giovani e adulti
– formare competenze metodologiche trasversali alla conduzione di interventi sociali ed educativi complessi, volti a sostenere nuove capacità indispensabili a supportare le nuove sperimentazioni del welfare, generativo, partecipato, sostenibile, multistakholder e community based.
Metodologia
L’intero Programma si propone come un processo di Community Learning – strategia di insegnamento e apprendimento che integra un coinvolgimento significativo della comunità con l’elaborazione e la riflessione accademica per arricchire l’esperienza di apprendimento con una maggiore enfasi sul processo di do(cenza)-discenza, sull’esperienza della reciprocità, sul valore dei vissuti e delle esperienze concrete dei soggetti coinvolti nel processo di apprendimento-insegnamento quale base strutturante per la co-costruzione del sapere e produzione della cultura.
Tutti i percorsi di formazione sono strutturati con un impianto di Ricerca-Formazione con metodologie partecipative che permettono ai partecipanti di concorrere direttamente alla costruzione di nuove conoscenze e attitudini.
Bibliografia
Zumbo A., Alfabetizzare non è insegnare a ripetere parole, Melting Pot, Novembre 2016
Zumbo A., Critical education as a tool for local community changing: from Paulo Freire to the community generative welfare system, in Educazione aperta. Rivista di pedagogia critica, Vol. 6, ed. Fasidiluna, Altamura (BA), 2019
Zumbo A., L’educazione critica dialogica problematizzante: una leva per il cambiamento delle comunità locali, in Ciampolini T., Comunità che innovano. Prospettive ed esperienze per territori inclusivi, FrancoAngeli, Torino 2019
