Savona – Rafforzare il capitale sociale degli ETS
E’ iniziata oggi a Savona la masetrclass sulI’imprenditorialità a vocazione sociale per consolidare le competenze intorno alla natura dell’innovazione sociale sostanziale a ricucire l’Italia e reinventare i sistemi di welfare; al ruolo dell’imprenditorialità a vocazione sociale per generare valore condiviso; ai paradigmi dell’economia civile, sociale e circolare; al potere della coesione sociale, alla necessità di rinnovare il linguaggio; al valore delle relazioni e la funzione generativa dei processi di empowerment. ù
Il percorso, progettato e diretto da Anna Zumbo per MeWe abitare collaborativo – impresa sociale si svolge su tre mensilità con un ritmo teorico ed esperienziale in cui i partecipanti incontrano e si confrontano in forma laboratoriale sollecitati sa speakers di grande rilievo.
La sfida è rimettere la persona al centro del nostro modello di crescita ed innovare prodotti e servizi con gli approcci multi-stakeholder, social economy e community based.
MeWe – abitare collaborativo
MeWe abitare collaborativo non è solo la sua specializzazione immobiliare nel tema del cohousing: è anche un’impresa sociale. E per MeWe abitare collaborativo il suo essere impresa sociale è rilevante ed è un carattere identitario.
Un’impresa sociale nasce quando la cultura di impresa è costretta ad allargare le braccia sconfitta: «Questo è impossibile -dice l’impresa- qui il mercato non ci arriva». È quello il momento in cui qualcuno prende atto che il mercato certe azioni volte a offrire determinati prodotti o servizi non può considerare nemmeno la possibilità di intraprenderle.
Nel caso di MeWe abitare collaborativo, questi prodotti o servizi sono una casa dotata di spazi privati e di spazi condivisi (che chiamiamo, per brevità, cohousing) a un prezzo inferiore a quello di mercato e realizzata attraverso l’erogazione di una serie di servizi organizzati lungo un processo che punta alla costruzione della comunità intenzionale dei futuri residenti capace di rispondere a perdute o anche nuove forme di socialità e vicinato.
Si può innovare, ottimizzare, tagliare i costi ma, non c’è nulla da fare: curva della domanda e dell’offerta si potranno anche avvicinare ma, per quanti sforzi si facciano, non si incontreranno mai. Si può essere efficienti e dinamici quanto si vuole, ma spesso i conti per un soggetto immobiliare che si alimenta di sole risorse di mercato, nei casi che tratta MeWe abitare collaborativo, non tornano e non possono tornare.
Come si fa, allora, a fare ciò che fa MeWe abitare collaborativo? Come può un’impresa sociale offrire alloggi in cohousing a prezzi accessibili in un determinato territorio in cui nessun soggetto for profit troverebbe sostenibile offrirli?
Per un’impresa sociale i soci, le persone che hanno la qualifica di socio, al pari dei partners con cui si intrattengono stabili relazioni di fornitura, sono parte sostanziale del capitale sociale. E sono così importanti da essere rappresentati, tutti, nello stesso logo.
La risposta, ridotta alla sua componente essenziale è: l’impresa sociale può farlo se dispone di risorse di cui le altre imprese non dispongono e in cui abbia sviluppato una specifica capacità nell’integrarle entro un’azione imprenditoriale. L’impresa sociale destinata ad avere successo è quella in grado di integrare in un’azione imprenditoriale risorse di mercato e risorse extra mercato, essendo le seconde quelle che costituiscono il differenziale in grado di infrangere i limiti che il mercato non riesce a superare.
Quali sono queste le risorse extra mercato? Una tassonomia completa è ardua da stilare, ma un’idea possiamo farcela:
- la disponibilità dei soci azionisti a conferire all’impresa il risultato di esercizio in misura superiore rispetto ad altre imprese, rinunciando alla propria soddisfazione economica;
- la disponibilità da parte di soci e di altri investitori a conferire anche capitali, a bassa remunerazione rispetto al tasso di remunerazione dell’equity nel settore immobiliare;
- la presenza di soci volontari, che apportano energie aggiuntive sconosciute alle imprese ordinarie;
- la disponibilità dei dirigenti, dei dipendenti e dei fornitori a mettere a disposizione dell’impresa un effort extra in ragione della condivisione dello scopo sociale;
- la disponibilità di donatori, istituzioni filantropiche e soggetti economici a sostenere l’impresa con liberalità in denaro e/o attrezzature;
- la disponibilità di Enti territoriali e istituzioni filantropiche a sostenere l’impresa con la messa a disposizione di immobili a condizioni non di mercato;
- la disponibilità di professionisti e fornitori a offrire gratuitamente parte delle proprie competenze;
- l’apprezzamento del valore sociale incorporato nel prodotto che orienta le scelte di acquisto con logiche non solo di mercato;
- la disponibilità diffusa alla collaborazione e alla partecipazione entro il contesto comunitario in cui l’impresa sociale opera.
Tutto quest’insieme variegato di “risorse extra mercato” è inquadrabile, per dirla con Karl Polanyi, come set di elementi inseriti in una logica di reciprocità, dove l’aspettativa principale di “restituzione” non è rappresentata da elementi materiali ma, viceversa, è rappresentata da un insieme di elementi immateriali: dalla soddisfazione nel veder valorizzate e apprezzate le proprie capacità fino alla constatazione dell’utilità della disponibilità offerta, fino al poter estrinsecare la propria creatività o all’essere inseriti in sistemi di relazione gratificanti e via discorrendo.
E queste “risorse extra mercato” non sono date per sempre, ma possono essere incrementate attraverso la crescita delle persone e il nutrimento della relazione tra loro e MeWe abitare collaborativo: questo è il vero e proprio aumento del capitale di un’impresa sociale.
Masterclass sull’imprenditorialità a vocazione sociale
Vinto il premio per la migliore start-up al Festival dell’Economia Civile con Social Homing, MeWe desidera mettere l’ammontare del premio a servizio dei propri soci, ai giovani della startup, dei territori in cui sta investendo e di altre organizzazioni con cui riconosce convergenza di visione, montando un percorso di formazione per consolidare competenze intorno alla natura dell’innovazione sociale nel ricucire l’Italia e reinventare i sistemi di welfare, al ruolo dell’ imprenditorialità a vocazione sociale per generare valore condiviso, ai paradigmi dell’economia civile, sociale e circolare, al potere della coesione sociale, alla necessità di rinnovare il linguaggio, al valore delle relazioni e la funzione generativa dei processi di empowerment. Un focus trasversale è dedicato a ruolo, sogni e bisogni dei giovani.
Con questo intento si sono coinvolti come formatori enti e professionisti esperti di calibro nazionale che possano apportare elementi di riflessione originale sui diversi ambiti tematici, stimoli all’analisi critica dei medesimi e sfide concrete per il lavoro dei partecipanti e delle rispettive organizzazioni.
Il Laboratorio è articolato in cinque appuntamenti ciascuno strutturato in due sezioni: un intervento teorico di un paio d’ore ed un laboratorio, condotto con metodologie attive e partecipative, per l’atterrissage dei singoli contenuti all’interno dei distinti contesti organizzativi e progettuali in cui sono impegnati i partecipanti.
Professionisti e organizzazioni coinvolte
AICCON – Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit è il Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’Economia Sociale, con sede presso la Scuola di Economia e Management di Forlì – Università di Bologna.
Martini Elvio Raffaello – Psicologo di comunità e formatore, ideatore e animatore del progetto BuonAbitare che si occupa di relazioni di vicinato. Da oltre 40 anni svolge attività di formazione e consulenza nel campo del lavoro e dello sviluppo di comunità, collaborando con università, con enti pubblici e con soggetti del terzo settore. Già professore a contratto presso l’università Cattolica di Milano, è docente del master Interventi Psicologici di comunità della stessa università, del master Infermiere di famiglia e di comunità dell’università di Pisa e collabora con il dipartimento di Scienze Politiche della stessa Università per la disciplina Psicologia politica e di comunità.
Mercato Circolare – Start-up innovativa a vocazione sociale che crea connessioni digitali e culturali tra cittadini, aziende, associazioni e istituzioni all’interno dell’ecosistema dell’economia circolare. Sviluppa servizi e strumenti crossmediali innovativi diversi.
Moretto Paolo – Coach formatore e scrittore. Trainer esperto di Public Speaking e Comunicazione, Public Speaking Coach per TEDx, Teamwork, Sales. Asentiv Italia – Franchisee e BNI Assistant Director, tennista e motociclista. Amante della chitarra e della fotografia.
Pezzana Paolo – Operatore sociale, consulente e formatore. Collabora dal 2009 con il Centro ARC (Anthropology of Religion and Cultural Change) presso l’Università Cattolica di Milano. Si occupa di formazione e accompagnamento organizzativo per associazioni, enti pubblici e aziende private. Dal 2014 al 2019 è stato Sindaco del Comune di Sori ed è Presidente dell’Unione dei Comuni del Golfo Paradiso e membro del Direttivo di ANCI Liguria.
Zumbo Anna – Consulente e formatore nei processi partecipativi di rafforzamento delle organizzazioni e sviluppo di comunità, lavora da più di 20 anni con pubbliche amministrazioni, università, imprese, organizzazioni del terzo settore e movimenti della società civile, in molte regioni italiane e del mondo. Si occupa di coesione sociale, sviluppo locale ed organizzativo, puntando su empowerment, partecipazione e innovazione sociale per un cambiamento culturale e sociale non adattivo. Appassionata allo sviluppo dei processi culturali, sviluppa interventi e ricerca sul rapporto tra l’educazione critica- problematizzante e la trasformazione dei contesti collettivi in cui le persone stesse sono impegnate apportando innovazione e cambiamento durevoli.
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