Torino – Professioni sanitarie si allenano per un efficace esercizio del potere attribuito dal ruolo.
Da molti anni, le Università italiane che formano studenti per le professioni a carattere pubblico hanno compreso l’importanza fondamentale, oltre che delle conoscenze tecniche e delle competenze pratiche anche delle soft skills.
Tra queste competenze trasversali trova sempre maggiore attenzione il tema del potere, o meglio delle forme del suo efficace esercizio, proprio nella formazione di professionisti che ricopriranno funzioni pubbliche.
Come si forma questa competenza, come la si allena?
Allenarsi all’esercizio dialogico del potere in università
Difficilmente si cresce nella capacità di gestire in maniera efficace il proprio potere attraverso la semplice e sola lettura di un testo scritto.
Altresì, per un contesto accademico, non è facile offrire delle esperienze pratiche professionali o di vita in cui far misurare gli studenti, affinchè costruiscano e rafforzino tale capacità.
Oltre 10 anni fa, l’Università di Torino aveva invitato Simone Deflorian ad occuparsi di questi temi, inserendo un insegnamento specifico in uno dei corsi di laurea del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche.
Si tratta di un intervento formativo che spesso risulta inatteso tra gli studenti, che dichiarano di non essersi immaginati prima l’importanza che questa tematica riveste nell’esprimere la loro professione futura.
Attraverso role playings e un approccio di Ricerca-FormAzione scoprono il valore dell’empatia nelle relazioni, l’impatto della modalità dialogica del comunicare e sentono sulla propria pelle, nella propria carne, quando forme di comunicazione patologiche generano oppressioni, schiacciamenti e manipolazioni.
Apprendono come riconoscere queste situazioni e come uscirne, ma anche come creare delle situazioni comunicativo-dialogiche che favoriscano negli altri l’assunzione di potere e responsabilità rispetto alla direzione della propria vita.
Il focus è proprio quello di utilizzare il potere che il ruolo e la funzione pubblica attribuiscono ad una professione, affinchè attraverso una modalità comunicativa di tipo dialogico, il futuro professionista possa generare empowerment nelle persone che accedono ad un determinato servizio pubblico (sanitario, sociale, scolastico, militare, amministrativo), in altre parole attraverso una determinata forma del comunicare, il professionista, seguendo una traiettoria culturale che intreccia gli assunti di Karl Rogers, quelli della Scuola di Palo Alto, con quelli della maieutica di Danilo Dolci, fa in modo che l’altro si assuma la responsabilità della direzione della propria vita.
Lo studio di follow up
Dopo tanti anni di formazione a molte coorti di studenti in Università, è stato anche effettuato uno studio di follow up a breve termine per misurare gli esiti di questi interventi formativi con gli studenti.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Prevenzione in Corso” dell’ateneo torinese e si può scaricare qui.
Questa esperienza formativa ha generato due pubblicazioni curate da Simone Deflorian e redatte anche con i contributi degli studenti: