Mosca (RU) – I condomini solidali.
Si impara gli uni dagli altri. Il progresso umano e democratico cresce insieme dove ci sono le condizioni perché attecchisca.
Nel 2019 Simone Deflorian venne invitato a Mosca dall’Accademia delle Scienze per tenere un seminario sulle esperienze nell’attivazione di processi partecipativi che aveva seguito in Europa.
Il seminario si è svolto presso la municipalità di Mytishchi nella zona nord est della capitale russa.
Durante l’evento il consulente italiano aveva raccontato in modo semplice alcune delle esperienze di attivazione dei territori e delle comunità che stava accompagnando in Italia e in Svizzera soprattutto, tralasciando il racconto di quelle che seguiva nei Paesi Baltici, anche per evitare di alimentare le tensioni già presenti.
Tra i partecipanti era presente anche Sergey Shushunov, la figura politica corrispondente alla figura del vicesindaco in Italia.
Il racconto dei risultati delle esperienze genera curiosità
I presenti furono molto interessati ai racconti e alle suggestioni del professionista italiano e chiesero la possibilità di prendere spunto da alcuni degli interventi presentati per poter adattare e attivare processi simili anche nei quartieri della periferia moscovita.
Il lavoro che era interessato particolarmente riguardava la possibilità di rendere solidale la vita tra le persone che abitano lo stesso condominio.
Nelle periferie delle città dell’est Europa sono presenti grossi condomini che al tempo dell’Unione Sovietica erano di proprietà dello Stato. A seguito della Perestrojka gli alloggi furono poi venduti o passati di proprietà alle persone che vi avevano vissuto fino a quel momento.
Superare solitudine e isolamento
Come anche accade spesso nelle città italiane, gli abitanti dei condomini hanno tra loro spesso relazioni scarse, utilitaristiche, conflittuali o del tutto assenti.
Quindi le famiglie che vi abitano sentono la solitudine, l’isolamento e si sentono incapaci e impotenti di far fronte a tali situazioni.
La municipalità di Mytishchi, traendo spunto dal contributo del professionista italiano, ha deciso di attivare un intervento pubblico di sistema che prevede che alcuni professionisti attivino all’interno dei condomini dei processi di empowerment tra i residenti in cui, attraverso la ricerca-azione, si raccolgano bisogni, disponibilità e risorse che gli stessi abitanti possono mettere a disposizione del sistema-condominio, in modo da attivare un processo di scambio solidale tra le persone, non predeterminato dalla progettazione, ma definito in itinere condominio per condominio e famiglia per famiglia.
La consulenza del professionista italiano è stata utile nel cantierizzare questo intervento di ingegneria sociale pubblico, ma con una forte dimensione bottom up in cui sono i residenti stessi nei condomini a definire cosa hanno bisogno e cosa sono interessati a mettere a disposizione l’uno dell’altro.
Al di là dell’impianto ideale, cosa questo intervento ha generato nella realtà di questa piccola parte della periferia moscovita?
La vita in Russia
Innanzitutto occorre sapere che l’autonomia nella vita in Russia inizia molto presto. Bambini di 6-7 anni vanno a scuola da soli, a piedi, con il pulman o in metropolitana, hanno le chiavi di casa, cucinano, lavano i piatti, sanno fare il bucato e tenere pulita la casa. Inoltre, spesso gli alloggi durante il periodo sovietico venivano assegnati in base alla dimensione e alla tipologia del nucleo familiare. Ad esempio, ad una persona anziana veniva assegnato un alloggio al piano rialzato in modo che avesse meno difficoltà a raggiungere e più facilità anche in caso di bisogni sanitari o a famiglie numerose venivano assegnati alloggio con maggiori metrature in modo che potesse esserci uno spazio sufficiente per tutte le persone.
Con la privatizzazione degli alloggi questa attenzione è venuta un po’ a mancare.
I risultati degli interventi
I risultati che comunque si riscontrano nei condomini solidali della periferia moscovita sono molteplici e difficilmente categorizzabili. Possiamo citarne uno come semplice esempio solidaristico tra le persone, quali ad esempio quello di persone anziane che fanno difficoltà ad uscire di casa per fare la spesa tengono compagnia a bambini piccoli mentre i loro genitori sono fuori casa per lavoro e al rientro queste persone portano la spesa fatta alla persona anziana.
Ma gli esempi che potremmo fare ovviamente sono molteplici e definiti in base a quanto le persone residenti nei condomini sentono di poter avere fiducia l’una nell’altra e sentono di avere dei vantaggi da un’ottica di vita solidaristica, collaborativa e comunitaria nel condominio, che supera paure e diffidenze reciproche.
Come si svolge l’intervento di costruzione dei condomini solidali a Mosca?
Come si sviluppa l’intervento
Inizialmente viene inviata per posta una lettera a ciascuna famiglia abitante nel condominio. Nei giorni successivi, alcuni professionisti inviati dalla municipalità entrano nei condomini dell’area definita. Contattano una per una le famiglie residenti, talvolta anche accompagnati dalla polizia per superare l’iniziale diffidenza, considerato anche il fatto che si tratta di un intervento totalmente nuovo per gli abitanti.
Spiegano il lavoro che si apprestano a fare e gli obiettivi a cui puntano. Raccontano chi li ha mandati e che il loro lavoro avrà una durata definita, terminata la quale andranno ad effettuare il lavoro in altre zone e in altri condomini.
Iniziano quindi il lavoro di ricerca. Effettuano una prima mappatura delle persone residenti e incontrando le famiglie raccolgono i bisogni della vita della famiglia, i problemi comuni nel condominio e le capacità e le risorse (non economiche) di chi vi abita. Raccolti tutte queste informazioni, incontrano nuovamente famiglia per famiglia e incominciano a fare una verifica se quanto hanno compreso dagli incontri precedenti ha un riscontro, oppure ci sono dei temi che necessitano di un approfondimento.
Queste verifiche sono ripetute in modo da costruire fiducia con e tra le persone e scendere in profondità nelle situazioni e dei temi emersi individuandone anche di comuni e trasversali.
Dopo alcune settimane iniziano le riunioni condominiali in cui i professionisti presentano ai residenti nel condominio quanto hanno scoperto e aiutano le persone a costruire legami, fiducia, facilitando le dinamiche degli incontri.
Le riunioni si susseguono a cadenza sostenibile per il condominio e i professionisti aiutano le persone ad accordarsi tra loro per gli scambi e gli aiuti solidali, anche talvolta proponendo loro delle possibili “alleanze”.
Messi a sistema queste azioni tra condomini, i professionisti della municipalità predispondono dei materiali informativi generali che vengono esposti negli spazi comuni e che descrivono i servizi che gli abitanti si scambiano tra loro.
Con quest’ultima azione, si conclude il lavoro dei professionisti che salutano le persone del condominio e si spostano in un altro condominio della zona.