Coesione, innovazione e società plurali
Scuola di formazione integrata con le migrazioni
La Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni è un percorso sistemico e uno spazio strutturato di formazione che nasce e si sviluppa nei territori, intesi come reti vive di persone che condividono lo stesso spazio e contribuiscono, ogni giorno, a costruire nuovi mondi possibili.
Nata nell’autunno 2020, la Scuola si rivolge a policy maker, dirigenti, amministratori pubblici, docenti, operatori sociali e cittadini attivi che desiderano immaginare, progettare e sperimentare pratiche innovative di coesione sociale e di welfare locale, a partire dall’esperienza dell’accoglienza delle persone migranti.
Vi partecipano persone che, a diverso titolo, sono coinvolte nella pianificazione, programmazione e realizzazione di processi territoriali di accoglienza e inclusione, e che sentono l’esigenza di sviluppare nuove competenze, o di ripensare il proprio ruolo professionale all’interno della complessità dei fenomeni migratori.
La Scuola è anche uno spazio in cui costruire nuove narrazioni dell’esistente, trasformare l’immaginario e attivare connessioni tra saperi diversi. Un contesto di apprendimento che integra competenze e pratiche in una prospettiva sistemica, aperta all’innovazione sociale.
La partecipazione di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è sostenuta attraverso l’attivazione di borse di studio dedicate.
Il percorso formativo si articola in 30 giornate, organizzate in moduli distribuiti su quattro weekend ciascuno, a cui si affianca una settimana residenziale.
La Scuola viene progettata e realizzata in collaborazione con i territori, adattando sedi e calendario insieme agli enti partner.
Team dei docenti
Il team dei docenti è composto da professionisti senior con competenze multidisciplinari, con una lunga esperienza sia in ambito accademico sia nel lavoro sociale di comunità e nella formazione orientata all’empowerment.
Coordinamento scientifico
Il Coordinamento scientifico è a cura di Anna Zumbo, impegnata da più di vent’anni nella facilitazione di processi di rafforzamento delle organizzazioni e sviluppo di comunità in Italia ed all’estero e direttrice del Programma “Alfabetizzare non è insegnare a ripetere parole, ma a dire la propria parola” – per lo sviluppo di approcci e metodi delle pedagogie critiche nei processi di accoglienza, alfabetizzazione e community organising dei migranti come leva per un nuovo slancio allo sviluppo delle comunità locali.
Partner
La Scuola è costruita in partnership con l’Università Federico II di Napoli ed il Dipartimento di Studi Umanistici.
Visione e scenario
La progettazione della Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni prende avvio con la costituzione del suo Comitato Scientifico agli inizi del 2019, muovendo da un decennio di impegno professionale nella formazione, nella consulenza e nella ricerca di un ampio team di professionisti orientati ad approcci sistemici, critici, non adattivi e partecipativi alle sviluppo culturale, sociale, politico ed economico dei territori e delle comunità e dalla considerazione che viviamo di fatto in una società plurale pur mancando, sul territorio nazionale, una visione lungimirante, una policy, una governance e delle skills strutturate per far emergere e mettere a valore le potenzialità di questa nuova condizione per tutti i cittadini e per tutti i settori del nostro Paese, per gli “indigeni” come per i “forestieri”, per lo sviluppo economico come per quello culturale e non ultimo per lo sviluppo di una idea di futuro che sappia orientare le politiche pubbliche e dare nuovo respiro all’Italia.
Lanciata ad inizio 2020, con sede a Brescia, la Scuola “Coesione, Innovazione e Società Plurali”, oggi si propone come opportunità dedicata ai Territori che scelgono di attivare processi di riflessione, progettazione e sviluppo di competenze tra gli attori che costruiscono politiche ed interventi di sviluppo locale che vogliono superare l’approccio dell’emergenza e della mera “gestione” dei migranti per sviluppare una strategia sostenibile di intervento che sia inclusiva, generativa sostenibile, attivare nuove opportunità di sviluppo per i territori e investire nel “fare insieme comunità” .
La Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni realizza il proprio intervento guardando ai territori, scommettendo sul territorio inteso come rete delle persone che calpestano lo stesso suolo. Alcune lo calpestano da più tempo ed altre da meno.
Sono persone portatrici di esigenze e risorse. Vivono nella medesima area e contribuiscono a costruire un mondo nuovo. Generano inedite forme di organizzazione. Umanizzano processi e relazioni che da un lato soddisfano i bisogni di beni e servizi e dall’altro gratificano il senso di riconoscimento, di accoglienza, di relazione e di reciprocità di cui ciascuno sente il bisogno.
Siamo immersi di fatto in una società plurale.
Si tratta di riconoscerne il valore e stringere le maglie della coesione sociale. Si tratta di lavorare per una società in cui le persone non siano solo soggetti da includere, accogliere, assistere, rieducare e accudire bensì riconosciuti, in prima istanza, come donne e uomini portatrici di competenze, potenzialità, culture e risorse complementari.
Il volano dell’innovazione sociale accelera l’aprirsi di nuove piste per coniugare interventi di risposta ai vecchi e nuovi bisogni sociali. Crea allo stesso tempo nuove relazioni e nuove collaborazioni. Accresce la possibilità di azione per la società stessa e genera sviluppo locale.
Significa voler continuare a cercare, sperimentare e confrontare strade e sentieri nuovi, moltiplicare le esperienze e farne cultura.
Obiettitvi e metodologia
Partecipando alla Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni
– si sviluppa capacità di lettura e comprensione critica della realtà, consapevolezza dei processi geopolitici globali di cui le migrazioni sono un aspetto e consapevolezza su come i processi di integrazione in una società plurale accomunino autoctoni e migranti, operatori e ospiti, insegnanti e studenti, funzionari e cittadini, in un setting paradigmatico che si impara a riconoscere e che si può trasformare
– si acquisiscono competenze per progettare insieme alle comunità interventi complessi di sviluppo locale con strategie di tipo circolare che producono – a partire dai luoghi e dalle strutture dedicati a richiedenti asilo e rifugiati attivati dalle Prefetture e dai Comuni e dai progetti per il sostegno e l’inclusione dei migranti sul territorio gestiti dal privato sociale e dalle Istituzioni – oltre all’output essenziale del soddisfacimento dei bisogni essenziali, anche un outcome sociale, culturale ed economico a favore di tutta la comunità accogliente
– si rafforzano conoscenza e abilità per attivare processi di empowerment ed implementare interventi di capacity e community building per gli ospiti delle strutture di accoglienza, le rispettive organizzazioni di appartenenza, gli altri attori delle comunità locali. Per diventare ponte, attivatore e mobilitatore di reti sociali esistenti o costruende
– si lavora sulla consapevolezza di sé e del proprio ruolo professionale, rileggendo le dinamiche assistenziali, della cura e della presa in carico dei migranti e strutturando la capacità di un intervento sociale ed educativo capace di riconoscere, attivare e valorizzare le potenzialità delle comunità locali e del migrante riscoprendo una dimensione paritaria ed adulta della relazione e concorrere al cambiamento in una logica olistica e di sistema e non frammentata e parziale.
Il percorso è caratterizzato da un approccio metodologico attivo e innovativo, unico nel panorama nazionale, fondato su sei pilastri indispensabili alla creazione di competenze mature e condivise dai team di lavoro locali per co-costruire le trasformazioni desiderate.
Facendo, imparo
Il valore della Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni si fonda sull’idea confuciana dell’imparare facendo.
Il metodo di lavoro è quello della Ricerca-FormAzione.
I partecipanti vengono riconosciuti e valorizzati per l’apporto di esperienza e di vissuto (antropologicamente inteso) che sono disponibili a condividere a vantaggio della ricchezza del processo formativo.
I partecipanti sono un valore per il processo formativo e le esperienze e sperimentazioni di cui sono portatori sono in molti momenti il materiale su cui misurarsi e su cui costruire competenze operative.
L’articolazione del lavoro su weekend consente la possibilità di sperimentare direttamente tecniche, strumenti, e metodi compatibili con il più globale approccio dello Sviluppo di Comunità.
Orientamento alle competenze
L’orientamento del percorso è alle competenze e alla raffinata sensibilità nella gestione degli strumenti operativi.
Alcuni momenti introduttivi si rivelano utili a contestualizzare e geolocalizzare il fenomeno, affinché le competenze maturate durante il lavoro possano orientarsi ad una visione sistemica del processo in atto.
Metodo induttivo
Il lavoro che i corsisti realizzano nella Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni parte dalla pratica e dalla sperimentazione diretta di esercizi, strumenti e metodi, nel corso dei weekend formativi.
Attraverso un processo formativo di tipo induttivo e di pratica della riflessione sull’azione, i corsisti costruiscono competenze consapevolmente orientate.
Outdoor
La prevalenza dei weekend dei moduli formativi viene realizzata in situazione outdoor. Questo aspetto, non di cornice, consente una maggiore autonomia e responsabilità da parte dei partecipanti.
Gli anni di sperimentazione di tale setting, come Studio, ci confermano la forza di questo fattore sia negli apprendimenti di competenze sul lungo periodo, sia nella maturazione del senso di responsabilità dei partecipanti, assunti anche come co-autori dei contenuti dell’apprendimento.
Sperimentazione del senso di empowerment
Si può essere più facilmente attivatori di empowerment (con i colleghi, con gli altri soggetti della rete, con le comunità locali, con i migranti) se anche nel processo formativo (e poi nel proprio contesto organizzativo) si vive un approccio e un clima che favorisce tale approccio.
La logica dell’empowerment considera il migrante come un reale attore di un processo di community building e lo assume come costruttore di senso di comunità tra le persone.
Formazione integrata
La formazione integrata mette attorno ad uno stesso focus professionalità, ruoli e funzioni differenti.
Questo fattore consente di puntare al rafforzamento dell’elemento di sistema della filiera di processi, funzionamenti, organizzazioni e professioni interessate dal fenomeno delle migrazioni.
L’elemento della formazione integrata consente anche di sviluppare consapevolezza di ciò che succede prima e dopo il contributo di ciascun professionista nel processo migratorio in cui è coinvolto.
Questo fattore aiuta a comprendere come meglio agire la propria funzione per far funzionare meglio l’intero processo e trasformare quello che appare come un costo, un sacrificio, una paura in un fattore di innovazione e di opportunità nuove da capitalizzare.
Affinché questo si possa verificare, occorre fare sistema e costruire un orientamento condiviso delle funzioni di ciascuna parte del processo.
Piano di studio
La Scuola di Formazione Integrata con le Migrazioni “Coesione, innovazione e società plurali” è articolata su 4 moduli tematici per un totale di 31 giornate di formazione così suddivise:
3 moduli di 4 weekend ciascuno (8 giornate) per un totale di 12 weekend (24 giornate)
1 modulo residenziale della durata di 7 giornate consecutive.
I moduli affrontano una serie di questioni fra loro concatenate.
Ogni modulo prevede attività didattiche che intrecciano aspetti teorici fondamentali (concetti chiave) con una marcata attenzione alle metodologie e alle tecniche applicative.
La centratura sul saper fare viene garantita da contributi di docenti che hanno maturato una pluriennale esperienza di lavoro sul campo e da testimonianze mirate dal forte valore formativo.
Primo Modulo – Migranti e processi di empowermentù
Al termine del percorso, i partecipanti sanno progettare e implementare interventi sociali ad alto contenuto di innovazione; coniugare le prospettive di sviluppo europeo con le linee guida di una progettazione dell’intervento sociale orientata all’efficientamento dei servizi ed alla costruzione di nuovi modelli di wellbeing; riconoscere, negoziare e gestire il proprio potere a servizio dell’empowerment delle persone con cui collaborano, delle organizzazioni di appartenenza e del territorio e generare spazi in cui i migranti stessi sviluppano la propria capacità di lettura del mondo e costruiscono la propria motivazione e le proprie competenze per trasformarlo.
Secondo Modulo – Sviluppo e rafforzamento del sé
Terzo Modulo – Il lavoro con le comunità locali
Quarto Modulo – Attivazione, partecipazione, co-progettazione, corresponsabilità: metodi e strumenti
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